| La fantasia è matrice e compagna di ogni atto creativo e di ogni arte, dall'opera più umile a quella suprema e geniale fino all'acquisizione dell'immortalità. | |
Così vado riflettendo dentro di me. |
|
I paesi nordici, che sono di terre fredde, pare che accendano la fantasia in modo particolare, quasi in una combustione di compenso, quasi generatrice di calore vitale. Secondo me si tratta di un fervore fantastico che è tepore benefico per la spiritualità che la richiede e che se ne alimenta. Tutte le saghe nordiche ne sono pervase perchè è dolce cullarsi nell'immaginario, trasferirsi nelle leggende popolate di esseri diafani, ineffabili, carichi di poteri soprannaturali prodigiosi. Così e nel regno dei Nibelunghi, abitato da nani custodi di tesori favolosi, nella più alta letteratura germanica. Valchirie, nani ed elfi ispirano in un tessuto di suoni altissime armonie, ed è musica universale quella di Wagner. Anche la parola si veste di emozioni ed armonia, ed è universale poesia quella di Goethe. |
|
Si è rapiti in atmosfere di sogno, di incantesimo, è il trionfo del soprannaturale del prodigio salvifico. |
|
| Maghe, spiritelli, silfidi evanescenti e gnomi, fate e sirene e ninfe sono pure popolazione fantastica, sono creature delle favole mediterranee, dalle Dolomiti che sono i nostri "monti pallidi", alle terre ed alle isole dei mari del Sud, "dolci paesi..... laggiù, laggiù dove sempre fioriscono i limoni..." Come sognando cantava lo stesso Goethe. Tutti questi esseri si manifestano in fruscii, in vibrazioni, evanescenti in prodigiosa levità. | |
| Il potere creativo veste di luce la vita dell'uomo. | |
Non si conosce per quale spinta, quale è l'innesco, ne è noto il meccanismo che lo muove e lo regge. Certamente è un momento di vera grazia, assoluta, ineffabile. E' come dare voce, attraverso lo spazio ai miei colori in un gioco involontario che mi coinvolge con intensa emozione. |
|
| Le
cose mi attirano, mi provocano, mi vengono incontro, pervadono i miei sensi, mi sento trascinata ad animare l'inerte, a vestirlo di forma e di colore. |
|
Ma la forma si diversifica in forme sempre nuove ed io resto presa nel gioco della fantasia, con i miei umori, con i mieí impeti, con la mia tenerezza, con la mia allegria, con tutta la grazia e la forza di cui mi sento capace. |
|
| Nascono
così le mie fantastiche creature, e le ho chiamate MABILLE. |
|
Sono tutte diverse. Mabilla invero è una matrice, una creatura unica, un'essenza soavemente amorfa, quasi una larva, un embrione gentile, in germoglio. Ora è una figura accucciata più che genuflessa, in sè raccolta, ora intensamente protesa verso l'altro, tra il richiamo e l'offerta, sempre mentre aspetta l'incontro. Il momento magico di trasformazione viene poi inavvertitamente, quasi impercettibile. Tutto puo' trasformarsi, un insetto, un fascio di luce, un frutto, una farfalla, un sasso. E' un sasso, è muschio, è spuma, è vento o un'onda, o una nuvola o un ricordo. In tutto confondo me stessa nel far dono di forma e di colore. A volte pero' è il colore che prende il sopravvento: dirompe, divampa, si scatena, si trasmuta l'immagine fantastica diventando a sua volta creatura. |
|
| La
MABILLA si stempera in colore tanto accade quando più forte e urgente è in me il bisogno di favole. |
|
Per puerile ed ingenuo che possa apparire ho cercato di propormi tratteggiando l'iconografia del mio essere e delle mie poliformi Mabille. E' una specie di identikit o un momento di ricreazione. |
|
|
|||||||||||||