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Anche la tecnica
pittorica cambia, radicalmente, rifacendosi agli antichi "pagliotti",
arte povera che a supporti di paglia applicava impasti gessosi
cromatici derivandone effetti decorativi, venati, o diversamente
variegati, come finti marmi o rudimentali immagini votive.
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Gesso, scagliola,
resine, materiali acrilici e pigmenti vengono ora amalgamati in
superfici levigate, a volte brillantissime, a volte opache, intarsi
pittorici dove in apparente rarefazione l'immaginazione si sfrena
in assurda incoerenza, di simmetria, insensatezza:
fiori che si frantumano, suoni che prendono forma, umori che si
coagulano, ectoplasma di un colore, una fantasmagoria di spume
rose o iridate occhieggianti, e poi un oscuro magma che esplode
in rosso, tra sangue e fuoco.
Non a caso tutto cio' ha suggerito il richiamo ai significati
dei tests di Rorschach:
l'autenticità dell'astrazione informale di Angiola Tremonti
trova riscontro ed avvallo in un altro rilievo.
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Ogni soggetto, ogni quadro è esclusivo.
Vale a dire che va visto nella sua assolutezza, nella sua unicità,
senza accostamenti o confronti.
Piccolo o grande che sia, da solo.
Vuole un vasto campo bianco, una parete tutta per sè.
Per capire non basta guardare: una volta di più occorre
saper vedere.
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Alba
Terigi
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