Angiola Tremonti- Arte Politica e Vita

     
 

 

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 Scultura lignea... di Angiola

 

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L'amicizia raddoppia la propria felicità e dimezza la propria tristezza.

Freidrich Schiller

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Per carità, forse non ho capito nulla ma, a distanza di tanto tempo, il nostro Sindaco ha capito che qualcosa non andava, era ora? Anche le pietre posizionate, per volere dell'Architetto Wolfango Masocco, davanti al Comune erano ballerine. Silenziosamente sono state ricoperte d'asfalto.Soldi sprecati. O a Cantù nessuno, architetti compresi, non capisce nulla di pietre o qualcuno fa il furbo. Queste sono pietre che cadono in testa, a fior di soldoni, su ciscun cittadino e fanno male. Ecco che il nostro Sindaco ricorre agli avvocati. Mi chiedo di chi è la responsabilità? Non certo solo dell'architetto Cremascoli o dell'impresa.La responsabilità della scelta di rifere la Piazza è del Sindaco e della sua giunta di allora, Wolfango Masocco, la povera Colzani, Gennaro Novelli ed anche il mistico Massimo Cappelletti che, se vi dice che lui non c'entra nulla, é in Giunta fin da allora e quindi centra eccome. Il capo responsabile è Umberto Cappelletti subentrato a Masocco ed ora ancora Assessore ai Lavori Pubblici. Un Assessore ha il dovere, insieme ai tecnici e ai Dirigenti di vigilare sulla esecuzione dei Lavori Pubblici in questo caso vien da chiedersi che cosa ha controllato. Va bene chiamare il grande Avvocato (con i nostri soldi) ma non credano di essere così esonerati dalle loro responsabilità. Attenzione perchè anche gli incarichi di verifica sulla esecuzione dei lavori "a regola d'arte" li abbiamo pagati noi, siamo noi che paghiamo le poltrone degli Assessori e del Sindaco. E gli studi di viabilità per cui hanno dato l'incarico all'Arch. Novati, quando li hanno dati, prima o dopo l'esecuzione della Piazza? Quali risultati hanno dato e quanto ci sono costati? Io lo so, ve lo dirò alla prossima puntata. Buona notte. Angiola
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Di Angiola (del 08/05/2009 @ 15:11:10, in Varie, linkato 148 volte)

Era il 2006 quando è stata scattata questa foto, mai apparsa sui giornali, era un'altra in cui non si vedeva affatto chi ero.

L'invidiosa Calunnia uscita dalla bocca della signora Franca Marelli ieri sera 7 maggio, in Commissione deve essere ed  è in giro da allora. Mi addolora perchè credevo che la Signora fosse meno velenosa.

E' quindi probabile che anche la scritta "più cazzi e meno politica" sul mitico muro sia il prodotto eccelso della stessa compagine. La lega?

Certo è che le calunnie leghiste sono femmina ed anche mascchio.

Ecco la foto in questione.

Certo è vero che ho festeggiato il Natale lassù nel 2006 ed anche il mio Compleanno, anche nel 2007 .

Spero che si possa immaginare che il tutto era offerto dalla festeggiata.

L'intento era quello di smuovere i "braccini corti" di altri canturini nel fare altrettanto.

La mensa dei poveri ha sempre più bisogno di aiuto e questo articolo arriva a fagiolo per sollecitare quanti lo vogliono ad aiutare questa istituzione meritevole senza fare critiche.

Chi ha fame e non ha nessuno trova lì compagnia ed aggregazione, anche gli extracomunitari, lì non esiste distinzione, per fortuna. 

 Preciso che non mi sono nascosta, quella divisa ingombrante l'ho tolta per mangiare, cantare e dividere con loro e con altri generosi amici, cittadini di Cantù, un momento felice.

Voglio inoltre ricordare e ringraziare tutti quei volontari che ogni sera, con vera dedizione ed invidiabile amore sono lì a lavorare.

La Consigliera Franca Marelli, prima di insinuare "esibizionismi da parte mia "legga il mio curriculum vitae ( di vita) e poi capirà che la carità si deve fare in silenzio ma si deve uscire allo scoperto per coinvolgere gli altri ed anche per far capire a chi soffre che esistiamo e possiamo stare loro vicini con cuore, mani e cervello.

Brava Franca, francamente,    

 

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La Piazza Garibaldi o meglio la Piazza di Cantù ha rappre­sentato nella storia della città il cuore pulsante, la vita di tan­te generazioni, sotto un campanile imponente e serafico, straordinario nella sua particolare forma a torre, con il suo canto, anch'esso diverso da tutti gli altri (big. Ben). Sotto questo campanile sono trascorse epoche che hanno la­sciato un segno tangibile come quando dopo il ritorno degli austriaci venne ideata dall'ing. Tagliabue una piazza vasta ai piedi del palazzo dei Pietrasanta. Era il 1819 e dopo alcuni an­ni veniva realizzata la " Piazza Granda " abbattendo alcune casupole fatiscenti che ne occupavano gli spazi, rilevabili da un album del fotografo Ugo Bernasconi. Quello stesso campanile che dall'alto guardò Re Vittorio Emanuele III nel 1926 posare la prima pietra della Permanente che divenne la meta di tanti illustri visitatori che qui trovavano il meglio delle botteghe. Da allora la Piazza Granda diventa Piazza Garibaldi. E poi il tram, che dall'inizio del secolo portava studenti e la­voratori a Monza e a Como che partendo molto presto al mat­tino trovavano il pan tranvai caldo e profumato. E ancor i vec­chi bar dove tutt'oggi la gente si trova a discutere di politica, di sport e di altro. L’avvento delle automobili, che prepotentemente tolgono spa­zi alla gente, prendendo il posto al tram ai filobus, trasforma la piazza in una grande rotatoria. E poi, lo scorcio meraviglioso sul Rosa, nei giorni sereni è uno spettacolo incantevole, con quelle cime innevate e con quelle sue pietre rosate; questa Piazza in alto ad un crinale, con una pavimentazione degradante come nella piazze più belle d'Italia. Questo boom economico la trasforma togliendo spazio alla quotidianità e all'attenzione per l'intorno, dimenticandosi qua­si Pietrasanta, che addossata all'antico castello medioevale nei secoli è centro di potere militare (guerra tra Milano e Coma) e poi luogo di cultura ospitando anche Cimarosa che lì compose diverse musiche per allietare i soggiorni dei si­gnorotti dell'epoca. La torre, una delle poche rimaste delle cento che furono. Nella stesura del programma elettorale si volle inserire con forza il rifacimento del centro storico e della piazza nell'inten­to di ridare un volto all'imponente storia del comparto. Quando poi si trattò di decidere chi potesse dare un contributo proget­tuale al rifacimento della piazza ci fu un momento di grande apprensione. Chi poteva fare un così grande progetto? Un ar­tista Locale? Sono molti e bravi, ma chi escludere? E poi, la piazza di una città internazionale può essere il frutto di una sola idea? Per un tema così importante era necessario un pro­getto forte come un concorso internazionale, che richiamasse l'attenzione di 'molti e con una giuria qualificata. Sono molti gli iscritti, oltre cento, 77 le idee presentate e tre vincitori, italiani con esperienze in studi internazionali Questa partecipazione mi ha gratificato e sostenuto da una immensa responsabilità. È stato davvero affascinante seguire per mesi i vari passaggi e sentire personaggi qualificati come Snozzi, Pomodoro, Croset e tutti gli altri che con passione si sono occupati di Lei, di una Piazza non più solo criticata o sfruttata ma diventata protagonista di una scelta. Chi ha vinto è un lombardo, giovane ma con tanta esperienza anche all'e­stero (Oporto) dove ha lavorato con Alvaro Siza, che non tra­dendo l'origine lombarda ha avuto quella necessaria attenzio­ne al campanile, a Pietrasanta, alla torre e al Rosa con un toc­co sottile e rispettoso ma contemporaneamente elegante e sobrio. Cogliendo, in un ottica moderna, la necessità di ridare alla Piazza quell'anima che consente agli anziani, ai giovani, e ai bambini di tornare a viverla e soprattutto agli uomini di affari di continuare i propri incontri per ritrovarsi tutti in una comu­nità dove il segno dei tempi non snaturi il vissuto. Per me è stata una grande emozione e un sogno carico di re­sponsabilità ma anche di affetto per Cantù e per la sua gente. Vorrei che fosse riconosciuto come grande atto di coraggio da parte di Giunta e Consiglieri l'affrontare un tema così com­plesso e il portarlo a compimento. A tutti loro va il mio perso­nale ringraziamento per il sostegno e per la forza nel condi­videre i sogni di una città. Tiziana Sala Sindaco Città di Cantù
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Di Angiola (del 06/05/2009 @ 09:45:06, in azioni come Consigliera Comunale, linkato 60 volte)

Messico cultura ed arte Maya. Le loro pietre sono ancora lì da vedere. Quelle sì che sono famose in tutto il mondo.

 E bravo il nostro Cremascoli. Premetto che qui non si vuole offendere nessuno, si vuole semplicemente esprimere una opinione come Consigliere Comunale che ha il compito di consigliare e controllare. Parlo, scrivo, per ragione politica. Non dimentichiamo che nel progetto c’erano i pennoni con fili e sculture appese, i tavolini da pic-nic, un campo di basket disegnato sulla calotta ecc. Idee bocciate dalla soprintendenza e per fortuna. Vorrei ribattere passo passo quanto l’architetto ha affermato. *Si difende dicendo che sotto c’erano strutture antiche, ma allora perché coprirle? Bene allora la Soprintendenza non doveva autorizzare questo intervento e, visto che c’erano queste strutture perché non metterle in evidenza, magari utilizzando lastroni di cristallo, più fragile forse del granito ma che potevano essere ancorate meglio. *Ha seguito i lavori facendo i salti mortali perché ha lo studio in Portogallo…era presente una volta alla settimana..ma non basta, un direttore dei lavori deve essere presente tutti i giorni quindi o Portogallo o Cantù con una parcella di € 219.272 ed ulteriore introito per variante e ….%%% ? mi pare che poteva anche trasferirsi a Cantù per la settimana lavorativa, si parla di uno stipendio mensile di circa 10.000 € mensili (Calcolando le pause e i festivi). *Se il lavoro così, per lui, è a regola d’arte è evidente che forse non sa valutare il suo lavoro, forse è inesperto e doveva rinunciarvi da subito. *Se poi la Piazza di Cantù fa veramente il giro del mondo, lo dice solo Lui e lo sa solo Lui, a noi risulta che in tutta Italia hanno saputo che d’inverno è una pista di pattinaggio e che ha la mitica fontana dei ”Culi”. * In Piazza ora si fanno manifestazioni….In Piazza ora si DEVONO fare le iniziative perché altrimenti non ci va nessuno, per noi cittadini è un costo aggiunto, una volta la Piazza era una rotonda piena di gente, lui questo non lo sa, era da sistemare certamente, ma non da rivoluzionare e spianare come dopo il passaggio di Attila. * Poi veramente ridicolo è il paragone i lastroni con le lampadine, dichiarare che i lastroni vanno rifissati così come si cambiano le lampadine….ma a casa sua cambia le piastrelle del bagno con la stessa frequenza delle lampadine? In tutte le strade del pianeta i lastroni, lastricati ricoprono le vie, come mai nelle antiche strade romane appaiono lastre consumate dalle ruote dei carri e sono ancora lì, al loro posto ora? Qualche volta ammettere gli sbagli è da uomini. Se poi cade dal pero sappia che noi la marmellata delle pietre ce la dobbiamo pagare a colpi di interventi da € 10.000 ogni due mesi. La manutenzione è altra cosa, qui è un disastro. Chi sbaglia pagherà, non vorrei che volesse scaricare sugli Uffici tecnici comunali e sull’Assessore le responsabilità.

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Di Angiola (del 04/05/2009 @ 23:52:53, in Lista Tremonti, linkato 71 volte)
Commento del dopo Consiglio Comunale. Piano delle opere pubbliche...ennesima promessa. Ma chi si fida di questi? Di un Umberto Cappelletti che si dice ignaro dei 15 punti siglati con Tiziana Sala? Uno che abbiamo incontrato subito dopo le elezioni e strisciava come un tappetino scendiletto, ora invece nega l'evidenza. Promesse che non manterranno perchè chi non ne mantiene 15 non ne mantiene una. E poi.........Essere intelligenti va bene ma si deve controllare un Architetto come Lui. Uno che ha definito come gioielli di famiglia impolverati una delle poche aree verdi della città. Lo invito a togliersi dagli occhi i mattoni e scrollarsi dalla testa il cemento! L'ira insorge e la ferocia ancora si manifesta. Ma questo fa paura davvero.....ma come fa a sopportarlo la sua signora?
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Di Angiola (del 03/05/2009 @ 18:20:32, in Lista Tremonti, linkato 77 volte)

Nulla è cambiato, forse non indossa più i braccialettini.

Vi ricordate che l'anno scorso fra le opere pubbliche c'era l'ampliamento della Piazza Marconi? Bene, ecco che è sparita nel Cappello del Mago Umberto Cappelletti. Indovinate che cosa sparirà il prossimo anno? La Caserma dei Pompieri, la Sede della Croce Rossa ed anche l'ampliamento di quella dei Carabinieri.

Come si può ancora credere a gente chè è SOLA? Ma quelli che li sostengono sono come loro.

Bilancio?Lo sapete che continua lo spreco senza controllo? Basta vedere la Piazza e il tentativo di fare come gli struzzi, vorrebbero insabbiare il problema invece ci cozzano e si impiatrano di bestia.

Per esempio sono certi che chi abita nelle case popolari ne abbia veramente bisogno? A me risultano molti benestanti, altri che usano queste abitazioni solo nel fine settimana perchè vivono a Milano.

I buoni pasto, circa 100€ mensili siamo certi che vadano ai veri bisognosi, uno di 40 anni può abdare a guadagnarseli?

Un Sindaco tutto fare, sempre presente mi insospettisce, o non sa fare nulla o non si fida..........cultura, sociale, urbanistica, informatica....sì, anche questa....genialità assoluta.

Peccato che però sia una bigiarda.

IO NON MI FIDO. Tempo perso.

Attenzione al voto, anche questa è una promessa. Parla una che l'ha già presa nel...........ma leggetemi e ricordatevi che al Consiglio Comunale in tema Piazza dovete esserci. Qui sarò io a tirare fuori dal cappello i conigli, tutti gli ex assessori, lo spavaldo Ciro, ma spaventati.........le sale e le salette con sedia e gambe modello tremarella...secondo me saranno assenti. Attenzione allertate gli amici, tutti presenti......prenotati.

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Di Angiola (del 30/04/2009 @ 16:13:27, in Lista Tremonti, linkato 52 volte)
La prepotenza e l'imperizia hanno esasperato gli animi. Il Prefetto ha detto che il Consiglio Comunale sulla Piazza deve essere convocato. E pensare che abbiamo un Segretario Comunale super pagato....era il suo lavoro...bastava scaricasse da internet poche sentenze ed avrebbe capito, forse?
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Di Angiola (del 29/04/2009 @ 09:30:42, in mia arte, linkato 42 volte)

 "Vera mater"

ORA questa scultura è esposta a Cantù in vetrina numero 51 Abbigliamento Maspero in Via Matteotti.

Durante i primi giorni era esposta la crocefissione in cui la donna, con la pentola in mano, ha il braccio della Croce sinistro mancante, da questa si stacca un braccio con pentola in mano in segno di protesta. Attenzione, il sinistro perchè con il destro si fa il segno della croce.

Ora appare  l'opera "vera mater"che è accompagnata dal testo di un eminete sacerdote e critico d'arte, Don Lino Lazzari.

....La donna che, in sequenze stupende diviene simbolo di «invasione-fecondazione-emersione», diviene anche fatto reale accogliendo nel suo grembo il seme della vita. Mistero sublime che si perpetua nel tempo ma che è sempre nuovo ed esaltante, finendo nelle sfere di quella sacralità che è tipica ed esclusiva della donna incinta e della donna che poi dà alla luce la sua creatura. In sintesi ci si trova di fronte a quella che Angiola Tremonti definisce «Vera Mater»,che si fa crocifiggere e che dona la sua stessa esistenza per l’amore fatto nuova creatura che ella ha gestito e che ha fatto nascere e per il quale continuamente si rivela pronta al suo quotidiano sacrificio immolativo. Il messaggio che Angiola Tremonti propone a noi con queste sue opere merita ulteriori approfondimenti, oltre a quelli qui esposti. Saranno i visitatori della mostra a meditare attentamente le stupende immagini visive che l’artista ha saputo interpretare. A lei il plauso di essere capace di scrutare un mistero così grande come la maternità con la realizzazione di opere che non finiscono mai di stupire e di entusiasmare. ......

Segnalo mia prossima mostra presso il Nuovo Casinò di Campione d'Italia dal 21 maggio al 3 giugno.

Inaugurazione giorno 21 dalle ore 20.

Siete tutti invitati, prendete nota.

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Di Angiola (del 28/04/2009 @ 22:26:34, in mia arte, linkato 41 volte)

Coniglio - scultura in bronzo.

Ha anche una faccia simpatica, di bronzo, ho ritratto una creatura che è nella mia fantasia, notare che al posto della zampa ha una mano protesa quasi volesse dire attendio, meglio, qui ci sta la verità.

Comunicazioni:

la mia vetrina qui a Cantù è la numero 51.

Il giorno 21 maggio inauguro alle ore 20 una mia mostra presso il Nuovo Casinò di Campione. Venite? e poi vi fate una giocata......mi raccomando piccola piccola visto la crisi.

Per me sarà anche una occasione per incontrare gli amici. Uno sarà il MITICO Dottor Burti già Segreterio Comunale a Cantù, ve lo ricordate??????

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Di Angiola (del 26/04/2009 @ 23:49:31, in Varie, linkato 59 volte)
CLAC O CRAC? Nel mio recente passato di consigliere comunale di Cantù ebbi modo di intervenire parlando della funzione del CLAC, argomento oggi più che mai in discussione tra sorprese e delusioni, e perché no arrabbiature. Certamente quando da consigliere comunale dicevo le stesse cose che persone ben più importanti oggi ridicono tali e quali, non mi fu dato molto peso, politicamente pesavo poco, ma oggi le mie parole sono più che mai di attualià, segno che ci avevo visto bene e avevo ben valutato l’intera questione. Oggi, diversamente da allora, siamo alla resa dei conti, grazie anche alla pesante congiuntura ecconomica che non lascia più scappatoie per i troppo furbi o per i trasformismi e i trasformisti. Le coscienza si scuotono, si indignano, ma soprattutto si rifiutano di credere di essere stati presi per il naso! E chi avrà avuto l’onere o l’onore di ripianare il 1.000.000 di Euro mancanti negli ulrimi 3 anni? Con un finanziamento a fondo perso di circa un miliardo e mezzo della Regione Lombardia nasce il CLAB Centro Legno Arredo Brianza poi definito CLAC per ancorarsi alla città di Cantù. L’ente si è caratterizzato per una costante comunicazione delle iniziative sul territorio e per i notevoli finanziamenti ottenuti dalle Istituzioni pubbliche e private che hanno consentito lo svolgimento delle attività in ampi spazi in locazione e di recente l’acquisto di un intero immobile. Trascorsi una decina d’anni della fondazione ci si interroga sull’utilità di questa istituzione che malgrado una massiccia autopromozione sulla stampa locale poco incide per migliorare le attività della filiera del legno-arredo. Ripensare alla funzione del Clac rimanda più che a un futuro di innovazione di prodotto al pensiero che, sfumato l’obbiettivo originario, il design (tema sul quale Cantù malgrado i costi del CLAC non primeggia – vedasi la recente indagine del Politecnico che trova meglio posizionati i Comuni della Brianza anche di dimensioni modeste) stia operando su iniziative già viste, collaudate e proposte da decenni da altri Enti. In questo quadro cosa va a proporre Cantù? Forse di essere il capofila di una riedizione di Progetto Brianza? L’unica aggregazione estesa degli anni 90 alla quale Cantù non ha mai aderito??? Oggi che è palese la grave situazione debitoria del CLAC, considerato che gli stessi Soci di maggioranza ed in particolare la C.C.I.A.A. di Como e Federlegno, pare nutrano forti dubbi a risanare il bilancio di questo ente a fronte di spese certe e di un progetto industriale inesistente, che manca, come lo stesso Presidente C.C.I.A.A. Dott. Paolo De Santis dichiarava in un intervista rilasciata il 27.02.09 “Da tempo abbiamo chiesto al consiglio d’amministrazione del CLAC un piano industriale che lo faccia ripartire su basi nuove, con obiettivi credibili e condivisi”, i dubbi sulla difficoltà a far ripartire questo Ente sembrano davvero più forti. Ma ancora devo chiedere se dovranno gli Enti esistenti sul territorio comasco-monzese “essere obbligati” a chiudere le loro attività, che tutto sommato pare procedano bene, e consentire ancora una volta, all’infinito, al CLAC di ottenere finanziamenti su progetti inesistenti o unicamente a contribuire a ripianare le gravi passività maturate negli ultimi 3 anni? Considerazioni che rimandano ad una domanda di tanti piccoli imprenditori sul perché dei tanti finanziamenti ottenuti dal CLAC in passato, anche recente. Il risanamento del CLAC peraltro passerebbe, a quanto leggo, dallo scorporo di due attività, quella culturale o ludica dalla quale non si intravedono iniziative di rilievo, e quella dei servizi alle Imprese, davvero troppo pochi, sulle quali necessita una riflessione relativa alla mole di servizi già erogati dalle tante associazioni di categoria esistenti. Concludo questo mio pensiero esortanto chi ha cariche pubbliche, istituzionali, di controllo, ad avere un comportamento più umile, corretto, e a mettere a disposizione della collettività quell’umiltà che non si è vista ad oggi. Renato Meroni
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