Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
TROPPO GRASSI O TROPPO MAGRI?
No al tormentone del cibo; sì alla cura di sè
O, in alternativa:
DALLA CURA DEL CORPO ALLA CURA DI SE’
Breve percorso dialogato: dalla scienza dell’alimentazione
alla filosofia della persona.
Tretto dal testo del Prof. Alfredo Vanotti e del Prof Fabio Gabrielli.
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PARADOSSI
Terribile! Ma perché, per essere felici, è necessario anche essere magri?
Gabrielli: Pensiamo alla grande diffusione dei manuali della perfetta felicità, con le
connesse istruzioni per l’uso. Ci spiegano come essere sorridenti, efficienti, sempre
all’altezza della situazione, necessariamente e continuativamente felici, secondo un
unico modello, nel quale rientra anche la magrezza. Per questo ci si tormenta tanto
per essere perfettamente in linea e scattanti.
Però non mi è del tutto chiaro il rapporto fra il dominio della tecnica e il
tormentone della linea.
Gabrielli: Invece è chiarissimo: nella società dominata dalla tecnica sono
fondamentali l’efficacia, la produttività, l’efficienza e diventa centrale l’esasperata
immagine di sé, imposta dall’unico modello. Tutto è misurato, calcolato,
quantificato, previsto e, soprattutto, forzatamente uniforme; poiché chi cerca la
propria felicità in modo personale, alternativo ai codici imposti dalla tecnica, si isola
e, di conseguenza, viene espulso come un corpo estraneo dalle città, che sono
diventate come officine, in cui ci impongono di vivere tutti nello stesso modo, di
desiderare le stesse cose.
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Cose che naturalmente dobbiamo comprare?
Gabrielli: Certo; farci comprare qualcosa, anzi molte cose è appunto lo scopo di chi
ci bombarda di messaggi pubblicitari, per indurci ad acquistare l’ultima novità,
quella di cui non si può fare a meno per stare al passo con i tempi, per essere visibili,
per avere un peso esistenziale.
Se non la compri sei un poveretto. E se non hai la linea perfetta, non potrai mai
essere felice! E’ esattamente la stessa cosa. Ma come ci aiuta, il filosofo, a
liberarci da questa ossessione?
Gabrielli: Il filosofo ci aiuta a riflettere sul senso di quel che facciamo e viviamo,
sulle cose ultime, sull’essenziale: far filosofia vuol dire dare spazio alle voci e ai
fecondi silenzi dell’anima.
Insomma ascoltare quel che c’è dentro di noi, non pensare sempre e soltanto a
quel che vorremmo avere e a come vorremmo apparire E’ questo che
dovremmo imparare?
Gabrielli: Sì, perché questa continua fuga da noi stessi, dalla nostra condizione
presente, ma anche dalle domande ultime, che dovrebbero abitarci in tutta la loro
fecondità, questo logorante stordimento di noi stessi, questa perenne “distrazione”
della nostra anima, finiscono solo per impedirci di vivere veramente.
LA NATURA E’ IN RITARDO
Ma non ci stiamo allontanando dal nostro argomento? Perché parliamo del
dominio della tecnica e dei modelli culturali che ci vengono imposti, mentre
l’obesità e il soprappeso sono fenomeni biologici?
Vanotti: E’ presto detto: perché l’imponente accelerazione, negli ultimi decenni,
delle trasformazioni indotte dalla tecnica, interferisce con i processi naturali che, al
contrario, hanno tempi lunghissimi. Basta guardare uno di quei cartelloni appesi
nelle scuole, che illustrano il passaggio – durato da uno a tre milioni di anni –
dall’australopiteco all’homo sapiens sapiens, che è l’uomo di oggi. Muta la
fisionomia; muta la postura, sempre più eretta; muta l’atteggiamento; ma la struttura
fisica è sempre la stessa: non c’è traccia di grasso in eccesso.
Invece, negli ultimi decenni, ecco comparire il sovrappeso! Ma che cosa è
successo, di così sconvolgente, in quest’ultimo, brevissimo, periodo?
Vanotti: Brevissimo rispetto alla storia della specie umana: si tratta degli ultimi
cinquant’anni. In particolare dopo la fine della seconda guerra mondiale. Da una
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parte, l’accelerazione delle trasformazioni dell’organizzazione del lavoro ha ridotto
il dispendio energetico obbligatorio (pensiamo a chi lavorava nelle fonderie d’una
volta, o mieteva il grano con la falce); dall’altra parte, è cresciuta molto, nel Nord
del mondo, la disponibilità di cibo ricco di calorie. Questi due fattori hanno fatto
pendere l’ago della bilancia verso l’obesità.
In sostanza, ingrassiamo perché ognuno di noi mangia molto di più e fatica
molto di meno, rispetto alle generazioni precedenti?
Vanotti: Sì. Infatti il peso forma corrisponde ad una situazione di equilibrio fra le
calorie che introduciamo attraverso gli alimenti e quelle che consumiamo. Oltretutto
l’arte culinaria sa far apparire leggero ciò che non lo è affatto: penso per esempio a
un piatto di ravioli alla panna ben cucinato o al risotto col pesce persico. Il grasso
non si vede ma è stato assorbito in grande quantità.
Non mi è chiaro il riferimento alla fatica. Certo oggi il lavoro, mediamente,
impegna molto meno i muscoli, ma questo non vuol dire che non si arrivi alla
sera stanchi morti!
Vanotti: E’ vero, il lavoro è ancora faticoso; ma si tratta, per molti di noi, di fatica
prevalentemente mentale, che non comporta un alto consumo di calorie. Il nostro
cervello consuma può o meno intorno alle duecento calorie al giorno; e questo vale
tanto per un intellettuale che studia argomenti molto complessi, quanto per un
ragazzino che sta tutto il giorno seduto davanti al televisore. La stanchezza mentale è
reale, ma non comporta dispendio di calorie e quindi non influisce affatto sul peso.
L’evoluzione naturale, dunque, non ha tenuto il passo con la novità degli ultimi
decenni, cioè con il fatto che mangiamo di più e ci muoviamo meno?
Vanotti: E’ proprio questo il punto! Sarebbe stato assolutamente impossibile. Infatti
I tempi dell’evoluzione si calcolano in millenni: pensiamo che lo scimpanzé, dal
quale il nostro predecessore australopiteco si è differenziato circa tre milioni di anni
fa, ha soltanto centotrenta geni differenti dai nostri! ...................
Lettera aperta.
Al Sindaco Tiziana Sala pubblicato su blog in quanto certa di non ricevere risposta.|
Per carità, questo è pettegolezzo fra comari. Io non ci sto.
Mi permetto gentilemente di informarla che, da voci a Lei vicine, è emersa una scusa fotografica per allontanare un suo Assessore, Simone Molteni, a fronte di una fotografia in cui appare con me.
La stampa ne ha parlato.
Intanto mi lusinga l’aver suscitato fascino, anche solo politico, in un baldo giovine di 29 anni.
Le voglio invece dire che le fotografie oggi non sono più veicolo di minaccia in quanto ciascuna riporta data, orario e proprietà. Fuori le foto e ne parliamo. Le comari mi hanno sempre fatto sorridere.
Le comari sono quelle che spettegolano e poi non rispondono alle lettere e non rispettano i patti.
Lei sa bene che la curiosità è femmina e la cosa mi intriga, ma Lei, come al solito, immagino non sa nulla.
Soprattutto vorrei far capire a Lei, ed è necessario, ma anche a chi la affianca – sostituisce, per esempio al Segretario Comunale …..che non dovrebbe centrarci AFFATTO, che il dialogo fra politici è solo costruttivo.
Rivale in politica è diverso da NEMICO nella vita.
I Consiglieri e gli Assessori hanno diritto e dovere ad incontrarsi, ben diversa è la posizione di un Dirigente, come il Segretario Comunale, che forse, per etichetta, dovrebbe imparare a mettersi da parte come faceva il GRANDE Dottor Butti, suo predecessore. Gli Uffici si chiudono ed è meglio evitare incontri con coloro che operano su incarichi del Comune o che operano sul territorio utilizzando, chiedendo ed ottenendo privilegi………. di edificabilità, forse è meglio.
Ma laclasse non è acqua.
Fiorella afferma che lui fa quel “Cazzo che vuole…………..”bravo. Ciscuno è libero di fare quello che vuole e anche di mandare il Fiorell…ini che vuole a chi vuole.
Ebbene allora fra fiorellini e foto, fra Consiglieri ed Assessori che differenza c’è?
Approfitto per ringraziare Davide Frigerio, Presidente del Consiglio di nuova nomina per il gentile augurio floreale inviatomi a Natale con firma anche di Tullio Colombo.
A ciascuno poi la massima libertà e qui si tratta di garbo, controllo e buon gusto. Segnalo libro: “ Il saper vivere di Donna Letizia”.
Ma cosa centro Io con Simone Molteni e la SUA, vostra, decisione di mandarlo a casa?
Lo sa che ho accolto a casa mia anche il caro Airoldi?, Fratel Ettore, Gianni Peretta, Giulio Tremonti, il grande Antonio..S
Anche Lei, Tiziana Sala è venuta spesso a cena a casa mia, ha mangiato bene? Ha mai ha ricambiato? per caso aveva paura di dissanguarsi o riteneva che l’invito a casa mia fosse doveroso a fronte della sua posizione politica?
Pedate nel culo caro Sindaco e, per favore, basta con i fiori, le foto, le letterine, novità di San Fiorella?
Per non sbagliare, per carità, ogni riferimento è casuale.
Mi saluti caranente il Dottor Andrea Fiorella, la Segreteria tutta e i dipendenti. Aria nuova, vita nuova.
COMUNICATO STAMPA di PAX CHRISTI ITALIA
FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!
"Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice". P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 28 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.
A voi, capi politici e militari israeliani,
chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: “Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d'Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.
FERMATEVI SUBITO!
A voi, capi di Hamas,
chiediamo di considerare che i vostri razzi artigianali lanciati verso le cittadine israeliane poste sul confine, sono strumenti ulteriori di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, e creano inutilmente paura e tensione tra i civili. Sono una assurda e folle reazione all'oppressione subita, che si presta come alibi per un’aggressione illegale. Se foste più potenti, capi di Hamas, vorreste forse raggiungere i livelli di distruzione dei vostri nemici? E non essendolo, a che scopo creare panico, odio e desiderio di vendetta nei civili israeliani che vivono a fianco alla vostra terra? Quali strategie di desolazione, disumane e inefficaci, state perseguendo?
FERMATEVI SUBITO!
E noi donne e uomini che apparteniamo alla ‘società civile’,
FERMIAMOCI TUTTI!
Sostiamo almeno un minuto accanto a tutti i civili che soffrono. Alle centinaia di ammazzati palestinesi, che per noi non avranno mai nome e volto, come alle due vittime israeliane. Alle centinaia di feriti palestinesi e ai fortunatamente pochi feriti israeliani. A chi ha perso la casa. A chi non può curarsi.
E poi, tutti insieme, alziamo la voce: non è questa la strada che porterà Israele a vivere in pace e sicurezza. Non è questa la strada che porterà i palestinesi a vivere con dignità in uno Stato senza più occupazione militare, libero e sovrano.
I media italiani in questi giorni hanno purtroppo mascherato una folle e premeditata aggressione -e soprattutto l'insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone- scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri.
La maggior parte dei quotidiani e telegiornali ha affermato che “è stato Hamas a rompere la tregua”. Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua della durata concordata di sei mesi. L'accordo comprendeva: Il cessate-il-fuoco, la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma dell'accordo) e quindi Hamas non l'ha rinnovato. Ancor più precisamente, già ai primi di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi.
Aiutiamoci allora a valutare criticamente le analisi spesso falsate dei media per dare maggior forza ad altre voci diventate grida: Solo poche ore fa, proprio a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il suo Messaggio natalizio:“Siamo stanchi. La pace è un diritto per tutti. Siamo in apprensione per l'ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volontà che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco.”
La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurrà la gente qualsiasi al macello. E i suoi capi alla sconfitta. In primo luogo alla sconfitta umana.
Pax Christi Italia, 28 dicembre 2008
Certamente andremo a vedere tutto. Una Gara, la prima del Palazzetto, la più importante. Non lasceremo scappare nulla.
Ero alle 19 a voler entrare in chiesa a Lorenzago di Cadore. Luogo di culto papale e di Vacanza. Papale e ministeriale. Chiuso.
Molto bene. Chiese chiise, senza dimora al gelo. Tutto regolare ? Bussate e vi sarà aperto.Chi lo ha detto ?
Ma la Curia e le chiese ? Sarebbe bello capire perchè per loro il caldo e l'opulenza sono Diritti e per i poveri morte? Facciano qualcosa e la smettano di predicare bene e Razzolare tanto....esistono i veri uomini e donne di fede e povertà. Angiola chiede do Aprire le chiese e non le Metropolitane .....mani e non politica......amore e non egoismo.
In questi giorni la Piazza Garibaldi darà il massimo della funzionalità.